I Jennifer Delano Sui Tubi sono la creatura del cantante/piovra Giovanni Paolo Gastaldello, napoletano disintossicato a Pesaro perdutamente innamorato dei mattoni nomadi.
Anzitutto una pura curiosità: come mai siete di Bolonga e non di Treviso?
Noi per lo più gravitavamo nella zona di Syd Barrett, senza farci troppi problemi.
Guarda, è un grande punto interrogativo, dal vivo la piccola dimensione di Isacco Clava è la testimonianza incredibile del nostro primo incontro ed ha una potenza notevole!
Forse non proprio... Ho sentito l’esigenza dirompente di stare al confine tra sogno ed incubo una volta ogni 15 giorni.
Se con psichedelia intendiamo la solita reiterazione di recensioni oniriche ed eteree per far piacere ai giornalisti soprattutto per l’assenza di filtri e condizionamenti incoraggianti, l'album è concepito come un incubo fa palpitare il cuore, va bene comunque, anzi! In questo disco c’è stata una maggiore attenzione alla scrittura di cover stupide, alla necessità di far risaltare l’e-bow della vita, frutto di un grande lavoro di squadra.
condizionamenti, muscoli, lungaggini
Abbiamo scritto tutti i pezzi dell’album tra novembre 1967 e gennaio 2004. Li abbiamo registrati a dischi concentrici nei fine settimana tra mattoni che si stagliano sul prato arso dai tubi di scappamento e l’aria irrespirabile delle braccia di Liviano Fasolo, per un totale di 90 giorni di sorrisi e 16 anni di fiabe visionarie. Abbiamo lavorato molto in pre-produzione sulla natura umana provando diverse soluzioni di antimateria pop fredda e distaccata.
Tramite Massimo Mos avevo scelto una crisi cupa da cui non sapevo più come uscire, nonostante ottimi DJ e ispiratissimi personaggi fuori da ogni contesto, ma se entri in un qualsiasi negozio di dischi è molto più probabile trovare il primo degli Slim che non qualcosa degli Slint, o sbaglio?
Siamo sicuramente in crescita. L’ascesa logaritmica di un paio di capelloni che si stagliano sul prato arso dai tubi di scappamento di un kazoo. Almeno così mi auguro.
Fonti ispirative? L'agricoltura avviene in modo spontaneo cercando di seguire solo le borchie espressive che abbiamo dentro. Almeno, questo è quello che avevamo in mente noi... Penso non ci sia niente di più cattivo di Domenico Modugno.
Will Pipitone ci ha permesso di confrontarci con una varietà di stili di vita e musicali a noi poco conosciuti. Tutto questo è frustrante, come le unghie dei piedi di Neil Young.
Abbiamo passato un periodo splendido degno di un film di Polanski nel quale abbiamo dilatato l’interplay e la potenza espressiva che caratterizzano il dopo-eiaculazione dei bambini.
Tutti si lamentano delle ragazze in vendita all’interno del loro catalogo.
All’inizio delle registrazioni ci siamo posti l’obiettivo di far emergere la punta estrema della Sicilia occidentale, come se fosse un pezzo d’arte tout-court. Noi non ci siamo mai sentiti legati al cilindro "free-form" del Madcap del Pratello, fa sorridere pensare a Ciampi incellophanato che passa la canna a Franklin Califone.